IMMAGINE CORPOREA
di David Garner, Ph. D. - Traduzione della Dott.ssa Maria Grazia Rubeo |
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Che cos’è l’immagine corporea?
L’immagine corporea è un concetto che ha affascinato i neurologi e i comportamentisti per oltre un secolo. La definizione più quotata è forse quella proveniente da una classico di Paul Schilder del 1935, L’immagine e l’apparenza del corpo umano: “L’immagine del nostro corpo che ci formiamo nella mente, e cioè il modo in cui il nostro corpo ci appare”. Anche Schilder riconosce che le attitudini ed le emozioni - come sentiamo la nostra apparenza fisica - sono una componente essenziale della nostra esperienza corporea, che opera sia a livello della coscienza sia al di fuori della nostra consapevolezza, nel privato e nello spazio sociale.
La maggior parte delle persone limitano l’idea di immagine corporea all’apparenza fisica, alla bellezza e all’essere attraenti. Ma sicuramente c’è dell’altro. È la rappresentazione mentale di noi stessi, che non è solamente influenzata dai nostri sentimenti, ma che influenza gran parte del nostro comportamento, emozioni, pensieri ed autostima. La percezione del corpo, le emozioni e le nostre convinzioni orientano i nostri progetti, chi incontriamo, chi sposiamo, la natura delle nostre interazioni, il nostro benessere quotidiano e la tendenza ad avere disturbi di natura psicologica.
Attraverso le differenze tra caratteristiche fisiche come il peso, l’altezza, la taglia di specifiche parti del corpo, ognuno ha esperienze diverse all’interno della propria cultura. Le esperienze positive e negative con la famiglia, gli amici, il coniuge e i partners interessano l’immagine corporea. Fattori emozionali come la tendenza verso la depressione, l’ansia, un senso generale di benessere influenzano i sentimenti che riguardano il corpo. Anche i fattori culturali giocano un ruolo centrale.
Noi siamo influenzati dagli stereotipi culturali riguardanti l’ apparenza fisica e dai modelli che li rappresentano. Tutti questi fattori convergono e si combinano in modi diversi nelle diverse persone nel determinare un livello di soddisfazione o insoddisfazione corporea.
I ricercatori che si occupano di disturbi dell’alimentazione hanno suggerito che essi sono il risultato di una immagine corporea negativa, che comporta una intensa preoccupazione per l’essere grassi e l’utilizzo di comportamenti estremi per controllare il peso del corpo. Alcuni hanno suggerito che l’aumento epidemico dei disturbi dell’alimentazione sia correlato alla forte pressione esistente nei confronti delle donne verso la dieta, per conformarsi ai modelli ultra-snelli di bellezza femminile.
Apparenza fisica e immagine corporea
Negli ultimi 30 anni le donne e via via anche gli uomini, hanno sviluppato una preoccupazione rispetto al proprio corpo. Sfortunatamente però questo esame minuzioso del corpo non ha portato le persone a vedersi in modo più chiaro. Invece di mostrare una maggiore accettazione sembriamo esserci mossi in direzione contraria, fino al punto che l’insoddisfazione corporea è la norma. La magrezza è diventata il simbolo universale della felicità personale e mentre continuiamo a preferire dei modelli di bellezza magri, uno studio ha rilevato che il peso medio della popolazione americana è aumentato. Sfortunatamente il contrasto tra biologia e cultura ha penalizzato le donne che come mai, in passato, sono insoddisfatte del loro corpo e lo combattono spietatamente attraverso la dieta e l’esercizio fisico. La ricerca indica che la dieta fatta per perdere peso e la paura dell’essere grassi sono comuni tra le ragazze di nove anni e crescono drammaticamente durante l’adolescenza. All’interno della nostra cultura le donne che sono esposte ad una maggiore pressione rispetto alla dieta sono a più alto rischio di sviluppare un disturbo del comportamento alimentare, come per esempio le atlete che praticano sport che enfatizzano la magrezza quale mezzo per ottenere performance o apparenza migliori (per es. nella ginnastica, nel pattinaggio artistico, danza e lotta libera).
Una recente indagine fatta da Psychology Today, ha documentato la diffusa insoddisfazione corporea presente tra le donne e gli uomini (Garner D.M. 1997: The 1997 Body image survey result. Psychology Today, pp. 30-84, January-February, 1997). Circa 4000 persone hanno risposto (l’86% del campione era costituito da donne). Più della metà delle donne si sono dichiarate insoddisfatte del loro aspetto (55%). I punti del corpo maggiormente discriminati sono stati l’addome (71%), il peso corporeo (66%), i fianchi (60%),e il tono muscolare (58%). Gli uomini invece si mostravano insoddisfatti del loro tono muscolare, addome, dei pettorali, del loro aspetto fisico in generale e del peso.
È tuttavia importante sottolineare come l’insoddisfazione per il peso abbia significati differenti nelle donne e negli uomini, in quanto nella ricerca la maggioranza delle donne (89%) desiderava perdere peso e solo il 3% tra quelle insoddisfatte voleva aumentare di peso, mentre l’8% voleva rimanere allo stesso peso. Al contrario il 22% degli uomini insoddisfatti desiderava aumentare di peso.
Ma quanto peso vogliono perdere le donne? Il peso medio ideale per le donne che hanno risposto a questa ricerca è di 140 libbre (circa kg 64). Inoltre alla domanda “quanti anni della loro vita avrebbero scambiato per il raggiungimento del peso ideale” il 24% delle donne e il 17% degli uomini ha risposto dicendo che avrebbe sacrificato più di tre anni, mentre il 15% delle donne e l’11% degli uomini più di 5 anni. E’ sconcertante pensare che una minoranza significativa appartenente ad entrambi i sessi non creda che valga la pena vivere la propria vita senza essere magri!
Una parte piuttosto grande dei partecipanti allo studio di Psychology Today ha riportato che nell’ultimo anno erano ricorsi a comportamenti estremi e dannosi per controllare il proprio peso: 445 donne (13%) e 22 uomini (4%) si erano indotti il vomito, circa 1/3 delle donne una o più volte la settimana. Il 14% delle donne (480) e il 3% degli uomini (16) hanno riferito di aver avuto una diagnosi di disturbo dell’alimentazione, senza mai ricevere alcun trattamento. A 49 (31%) tra le donne sottopeso era stata fatta diagnosi di disturbo dell’alimentazione. Il vomito e l’abuso di lassativi sembravano essere sempre più accettati come metodi “normali” per controllare il peso. I disturbi dell’alimentazione erano oggetto di invidia, un modo per ottenere uno status di celebrità attraverso un nuovo profilo di vittima.
C’è evidenza che l’esposizione negativa ai media faccia acquistare una patina di positività ai disturbi dell’alimentazione e favorisca la diffusione del disturbo. Tutto ciò è stato messo in luce da una paziente, vista da me recentemente che sebbene non sembrasse soddisfare i criteri diagnostici di un disturbo dell’alimentazione disse, scoppiando in lacrime: “Ho cercato in tutti i modi di avere un disturbo dell’alimentazione, di essere come (riferisce il nome di una ginnasta con un rendimento elevato), “ma suppongo di non riuscire nemmeno ad ottenere questo diritto”.
Non sorprende quindi come che per aiutare una persona che soffre di disturbi dell’alilmentazione sia necessario farle sviluppare una immagine corporea positiva. Sfortunatamente questo comporta un remare contro gli stereotipi culturali, visto che è estremamente duro evitare il messaggio “magro è bello”, mentre i programmi televisivi sono dominati da persone magre e la magrezza associata a tratti di personalità positivi. Tuttavia uno degli aspetti positivi venuto fuori dallo studio della psicologia dell’apparenza è che non tutte le persone soccombono a questi stereotipi culturali. Lo sviluppo di una immagine corporea positiva è un’area interessante che intriga molto gli psicologi.
Strategie per cambiare la propria immagine corporea
Uno dei risultati più importanti ottenuti dalla ricerca di Psychology Today è stato quello di far conoscere meglio come le persone cambiano la propria immagine corporea. Sono di seguito riportati i suggerimenti.
1) Sviluppare criteri di autostima che vadano oltre l’apparenza fisica. Un modo per rendere l’apparenza meno importante è quello di sviluppare altri criteri per valutarsi.
Una donna Californiana di 51 anni ha riassunto nel seguente modo questo tipo di approccio: “Raggiungendo in altre aree, bilanciando i successi e i fallimenti, cercando il successo laddove è possibile”. Un uomo di 53 anni ha detto: “Focalizzare la mia attenzione sui successi lavorativi, la mia partecipazione agli sport e le amicizie mi ha aiutato a superare la mia immagine corporea negativa”.
2) Coltivare l’abilità di apprezzare il proprio corpo, specialmente il suo funzionamento. Una donna di mezza età ha scritto: “Più volte ho avuto voglia di scrivere un articolo dal titolo ‘io ho un bel corpo’”. “No, io non somiglio a Jane Fonda; sono una donne normale di 46 anni che ha tre bambini. Ma il mio corpo è meraviglioso per tutto quello che fa per me. Ho due occhi che mi permettono di vedere, un naso per odorare, due mani per afferrare ed abbracciare, due mammelle che hanno nutrito tre bambini, un addome che ha fatto da casa a tre bambini, due gambe e due piedi che possono portarmi ovunque. Guardatevi intorno. Siate grati per il corpo che avete”. “Io ho dei capelli rossi molto accesi e come un bambino li odio perché li vedevo così diversi” ha detto una donna Californiana di 20 anni “Recentemente ho messo a fuoco però che i miei capelli sono una parte di me bella e esotica. Adesso provo affetto nei loro confronti“. Un’altra giovane donna ha affermato: ”Adesso sono più tranquilla con il mio peso perché la mia attenzione si è spostata da quello che sembro a quello che posso fare. Posso scalare questa montagna o fare un’escursione e quanto lontano posso andare?“.
3) Impegnarsi in comportamenti che possono farti sentire bene con te stesso. “Quando ho pensieri e sentimenti negativi sulla mia apparenza fisica, cerco di impegnarmi in comportamenti che mi facciano cambiare idea, come fare esercizio o comprare un vestito che valorizzi il mio aspetto”, ha affermato una donna di 30 anni del Missouri. “Sebbene sia una taglia 54, poso nuda per una università d’arte locale, faccio meditazione per concentrarmi sulla mia parte interiore, mi diverto a fare danza, nuoto, tiro all’arco, arte, progetti di scrittura” ha riferito una donna della Georgia.
4) Ridurre l’esposizione a immagini dannose provenienti dai media. “Ho smesso del tutto di comprare dai negozi alla moda quando la mia taglia è arrivata a 54” ha detto una donna di 30 anni del Michigan. “Paragonarmi alle modelle aveva un impatto fortemente negativo”. “Una delle cose che mi ha aiutata ad accettarmi di più è stato realizzare che le mie forme erano femminili”, ha riferito una donna di 67 anni dell’Ohio. “Anche se può sembrare banale guardare i vecchi film con Sophia Loren e Ava Gardner aiuta. Quelle donne avevano forme, seni e fianchi pronunciati e sono tra le donne più sensuali che io abbia mai visto”.
5) L’esercizio fisico va fatto per mantenersi in forma ed avere più vigore, non solo per perdere peso. “Quando sono stata capace di smettere di focalizzare la mia attenzione su come il mio corpo mi appariva e cominciare a pensare in che modo il mio corpo poteva aiutarmi a scalare, nuotare, andare in bicicletta, sopravvivere nelle avversità, mi sono sentita estremamente soddisfatta“ ha detto una donna di 28 anni proveniente dalla Louisiana, “Mi sono concentrata per stare meglio ed ho incominciato a fare esercizio fisico, dieta, non per perder peso ma in modo salutare”. Una giovane donna di New York nella ricerca ha riferito: “Circa un anno fa ho incominciato a camminare ogni giorno per un’ora, mentre camminavo mi sentivo così bene, ho perso 10 libbre (circa kg 4,5), ma questo non importa. Le mie attitudini sono cambiate perché ho incominciato a preoccuparmi della mia salute”.
6) Trova persone che si preoccupano e rispettano il tuo corpo; insegnagli come parlare del tuo corpo e come toccarlo. “L’esperienza più recente che mi ha aiutata è stata quella amorosa” ha riferito una donna di 67 anni dell’Ohio ”Lui mi ha fatto sentire felice con questo corpo avente queste forme e queste dimensioni”.
7) Non impegnarti in relazioni abusive. Una donna di 31 anni dell’Alabama ha detto: “Se il mio partner non apprezza il mio aspetto, non sarà il mio partner a lungo”, “Elimino ciò che è negativo”.
8) Identifica e cambia i pensieri negativi abituali riguardanti il vostro corpo. “Ho fatto una cassetta in cui mi dico cose positive, in cui ricordo successi personali e sensazioni che voglio raggiungere” ha detto una donna di 25 anni di Washington: “Quando ho cattive attitudini sul mio corpo metto la cassetta: mi aiuta veramente a migliorare la mia immagine”. “Quando guardo il mio corpo allo specchio cerco di dire cose carine piuttosto che umiliarmi”, aggiunge la saggia venticinquenne.
9) Decodifica i pensieri più complicati riguardanti il corpo. I pensieri e i sentimenti negativi sul corpo ti distraggono da altre questioni che ti preoccupano realmente? Una donna di 60 anni ha scritto: “un fattore che mi ha aiutato è stato riconoscere che la maggior parte dei miei problemi interpersonali derivavano dalla mia timidezza e mancanza di abilità sociali piuttosto che dalla mia apparenza”. Ho lavorato sulle mie abilità interpersonali e ho scoperto che mi preoccupavo di meno del mio aspetto fisico.
10) Se sei caduto in questo genere di problema, cerca un aiuto professionale. “Sono stata bulimica per 12 anni”, ha riferito una donna di 33 anni del Michigan. “Il mio miglioramento è dovuto a visite individuali, supporto dagli amici, e a un duro lavoro fatto.
11) Controlla quello che puoi fare e dimentica quello che non puoi fare. Una donne di 33 anni ha scritto dal Michigan: “Per allontanare i pensieri negativi sulla mia apparenza fisica ho utilizzato una regola semplice: ho lavorato su come migliorare quello che realisticamente potevo cambiare e non ho sprecato altro tempo a preoccuparmi del resto”.
La ricerca di Psychology Today e la nostra esperienza clinica ci dice che il trovarsi a proprio agio con il proprio corpo presenta dei vantaggi anche se la persona non corrisponde agli ideali culturali di bellezza. Alcune persone sono più magre altre più grasse e nonostante i 50 bilioni di dollari spesi ogni anno nell’industria della dieta, i trattamenti convenzionali per l’obesità risultano essere fallimentari.
La dieta e i trattamenti comportamentali possono avere effetto a breve termine, ma non hanno effetti durevoli e clinicamente significativi sulla perdita di peso. Non si può competere con i fattori genetici e biologici che regolano il peso corporeo. Inoltre le fluttuazioni di peso conseguenti alla restrizione alimentare possono aggravare i rischi di salute associati all’obesità e possono avere effetti collaterali gravi come le abbuffate e la depressione.
Lo studio certamente rinforza l’idea che la perdita di peso è la via preferita dalle donne per rinforzare l’autostima. Forse la linea da seguire è quella di esercitarsi il più possibile ad accettarsi come si è piuttosto che cercare di modellarsi a un ideale fisico arbitrario e poco definito, senza preoccuparsi di come largamente esso è rappresentato.
Parti di questo articolo sono state adattate dalla pubblicazione originaria: Garner D.M. (1997). The 1997 Body image survey result. Psychology Today, ( pp 30-84) Gennaio-Feb. 1997.
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