| 
ANGOLO INFORMATIVO
CARO PSICHIATRA...
a cura della Dott.ssa Maria Grazia Rubeo |
 |
I Disturbi dell’Alimentazione (DA) sono classificati nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-IV) in tre categorie diagnostiche principali: 1) Anoressia Nervosa (AN), 2) Bulimia Nervosa (BN) e 3) Disturbi dell’Alimentazione Non Altrimenti Specificati (EDNOS).
I DA sono disturbi ad eziologia multifattoriale che si sviluppano per interazione multipla e complessa di numerosi fattori di rischio e precipitanti, e perpetuati da numerosi fattori di mantenimento specifici (presenti solo nei DA) e non specifici (presenti anche in altri disturbi mentali).
Il meccanismo centrale nel mantenimento dei DA sembra essere uno schema disfunzionale di autovalutazione. Mentre le persone in genere si valutano in base alla percezione delle loro prestazioni in una varietà di domini della loro vita (es. relazioni interpersonali, scuola, lavoro, sport, abilità intellettuali, abilità genitoriali, ecc.), quelle affette da DA si valutano in modo esclusivo o predominante sulla base del peso o delle forme corporee o del controllo dell’alimentazione (spesso su tutte e tre le caratteristiche). Lo schema di autovalutazione disfunzionale è di primaria importanza nel mantenimento dei DA; la maggior parte delle altre caratteristiche cliniche deriva, infatti, direttamente da questa psicopatologia nucleare. Ad esempio, la preoccupazione per l’alimentazione, il peso e le forme corporei, i comportamenti non salutari di controllo del peso (dieta ferrea, esercizio fisico eccessivo, vomito auto-indotto, uso improprio di lassativi o di diuretici), i comportamenti di controllo dell’alimentaz
ione e del corpo (“food checking” e “body checking”), gli evitamenti dell’esposizione del corpo si possono verificare solo se una persona attribuisce un’eccessiva importanza al peso, alle forme corporee e al controllo dell’alimentazione. L’unico comportamento non strettamente legato allo schema di atutovalutazione disfunzionale è l’abbuffata. Presente in un sottogruppo di pazienti sembra essere la conseguenza del tentativo di restringere l’alimentazione o, in taluni casi, di modulare emozioni negative o positive.
Per fare diagnosi di un DA è necessaria una formazione specialistica che lo psichiatra possiede, ma per curarli è necessario un percorso formativo specialistico specifico non sempre effettuato durante il diploma di specializzazione in psichiatria.
Negli ultimi anni il trattamento dei DA è notevolmente migliorato e oggi disponiamo di varie terapie ambulatoriali la cui efficacia è stata dimostrata da rigorosi studi controllati.
Nella BN più di 30 ricerche controllate hanno dimostrato che i pazienti trattati con la Terapia Cognitivo Comportamentale (CBT) raggiungono una guarigione completa nel 50% dei casi ed un miglioramento significativo dei loro sintomi nell’80% dei casi. Due studi controllati hanno evidenziato che la Terapia Interpersonale (IPT), sebbene non sia così rapida come la CBT nel determinare il miglioramento dei sintomi, a distanza di un anno dal suo termine raggiunge un’efficacia sovrapponibile. Oltre alle psicoterapie, numerose ricerche hanno evidenziato che una classe di psicofarmaci, gli antidepressivi, è in grado di determinare l’interruzione delle abbuffate e dei comportamenti di compenso nel 20% dei pazienti trattati. Purtroppo, l’efficacia degli antidepressivi non sembra durare nel tempo e la maggior parte dei pazienti ricade dopo quattro-cinque mesi di trattamento. Nell’AN gli studi controllati sono poco numerosi e hanno prodotto risultati inconsistenti. La scelta del tipo di trattamento dipende in larga p
arte ancora dalle preferenze del terapeuta e dalle risorse disponibili nel territorio. Esistono, ad ogni modo, delle evidenze che una forma di terapia familiare, messa a punto da un gruppo di ricercatori del Moudsley Hospital di Londra, sia più efficace rispetto alla psicoterapia individuale psicodinamica, nei pazienti di età inferiore ai 18. Numerosi resoconti di casi clinici ed esperienze cliniche indicano, inoltre, che la CBT allargata, forma di cura che affronta oltre ai fattori di mantenimento specifici del disturbo anche problematiche come la bassa autostima, la regolazione delle emozioni i problemi interpersonali e familiari, sia efficace in numerosi pazienti ambulatoriali.
Il trattamento degli EDNOS non ha ricevuto attenzione dalla ricerca e perciò l’unico consiglio che può essere dato è quello di seguire le indicazioni per la bulimia nervosa in quei casi che assomigliano a questo disturbo e quelle dell’anoressia nervosa nei casi in cui il peso è basso. Per quanto riguarda il disturbo da alimentazione incontrollata a breve termine sembra rispondere meglio dell’anoressia nervosa e della bulimia nervosa. È da notare che esiste una notevole risposta anche nei pazienti che assumono il placebo. La frequenza delle abbuffate diminuisce in modo significativo in risposta alla terapia farmacologica con antidepressivi e a varie forme di psicoterapia (CBT, IPT di gruppo, terapia comportamentale dell’obesità, auto-aiuto con manuali), ma non si osservano riduzioni significative del peso. Non sono disponibili studi a lungo termine.
Purtroppo, un ampio sottogruppo di pazienti (circa il 50%) non risponde al trattamento ambulatoriale e necessita di cure più intensive come, ad esempio, trattamento riabilitativo in day-hospital o in regime di ricovero in reparti specializzati, In queste strutture si riesce a normalizzare il peso e a interrompere la maggior parte dei sintomi specifici dei disturbi dell’alimentazione (es. dieta, abbuffate, vomito autoindotto, ecc.) nell’85% dei pazienti. Il trattamento riabilitativo deve essere seguito da un programma ambulatoriale di almeno un anno per evitare la ricaduta.
Caro psichiatra, facendo una diagnosi corretta e precoce, puoi intervenire nello screening e quindi nell’esito dei DA, in quanto più precoce è la diagnosi migliori sono le possibilità di un esito positivo. Ricorda, però, che tra i fattori di mantenimento dei DA sono compresi anche le terapie inadeguate e non supportate dall’evidenza scientifica. Per qualsiasi suggerimento o domanda ti poi rivolgere alla sede AIDAP a te più vicina, dove è aperto uno sportello di ascolto gratuito per tutte le persone che vogliono informazioni scientifiche ed accurate sui DA.
Precedente  | Successivo |
|
|