AIDAP - Associazione italiana disturbi dell’alimentazione e del peso. Obesità, disturbi alimentari, disordini alimentari, bulimia, anoressia, bulimia nervosa, anoressia nervosa, peso, dieta, diete, sovrappeso, alimentazione

AIDAP è un'associazione indipendente autonoma, senza fini di lucro ed è riconosciuta come società medico scientifica dalla Federazione delle Società Medico Scientifiche Italiane (FISM). Ha lo scopo di condividere un certo tipo di conoscenza e cultura sulla prevenzione, educazione, trattamento e ricerca dei disturbi dell'alimentazione (anoressia nervosa, bulimia nervosa) e dell'obesità. Si propone di promuovere convegni, tavole rotonde, conferenze, gruppi di studio e altre attività di formazione nel campo medico, psicologico, scolastico e sociale.

 



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    ANGOLO INFORMATIVO

    CARO MEDICO DI FAMIGLIA...
    a cura del Dott. Mauro Cappelletti
    Caro medico di famiglia,
    i disturbi dell’alimentazione e l’obesità sono un’epidemia che negli ultimi anni ha colpito in modo drammatico i paesi occidentali; è stato calcolato che circa il 5% delle donne è affetta da un disturbo dell’alimentazione e che il 10% dell’intera popolazione italiana è affetta da obesità. Entrambe le patologie determinano un elevato tasso di morbilità e mortalità ed incidono in modo rilevante nella spesa sanitaria italiana.
    La tua professione caratterizzata dall’assistenza continuativa globale e personalizzata dei pazienti di ogni età e dei loro familiari, ti mette quotidianamente a contatto con circa cinque milioni di persone al giorno ed è un punto privilegiato di osservazione e di intervento sui disturbi dell’alimentazione e del peso. È possibile per te svolgere un ruolo attivo ed utile su questi problemi in molti modi che qui di seguito cercherò di sintetizzare.

    1. Prevenzione primaria.
    Anche se l’efficacia dei programmi di prevenzione dei disturbi dell’alimentazione e dell’obesità non è ancora stata dimostrata, alcuni recenti studi hanno evidenziato che con appropriati interventi è possibile aumentare le conoscenze dei giovani e modificare alcune attitudini disfunzionali che possono favorire lo sviluppo di queste patologie. Come medico di famiglia puoi intervenire educando i tuoi pazienti più giovani ad una sana alimentazione e attività fisica, aiutandoli a non dare troppa importanza al peso e alle forme corporee nella valutazione di sé. È importante, inoltre, che tu cerchi di aiutare i tuoi pazienti ad adottare una filosofia di vita che bilancia il cambiamento e l’accettazione. Purtroppo, nella nostra società i giovani sono informati erroneamente dall’industria della dieta che è possibile modificare il peso e le forme corporee a proprio piacimento. Questo, però, non è assolutamente vero! Un giovane può migliorare la sua alimentazione e i suoi livelli di attività fisica per tenersi in forma e, se è in sovrappeso o obeso, può porsi l’obiettivo di raggiungere un moderato decremento ponderale (10% circa). Non può, però, modificare le sue forme corporee determinate dalla genetica, e raggiungere e mantenere un peso molto al di sotto del suo livello naturale. Le limitazioni biologiche nei confronti del dimagrimento sono una realtà e una dieta troppo rigida e prolungata può portare, in alcuni casi, allo sviluppo di un disturbo dell’alimentazione. È fondamentale, quindi, che il giovane sia educato nel difficile compito di accettare quello che non può cambiare (accettazione). Infine dovresti cercare di aiutare i ragazzi in normopeso (BMI compreso tra 18,5 e 24,9) a non intraprendere diete restrittive; alcune ricerche hanno dimostrato che la dieta nei giovani normopeso aumenta di otto volte il rischio di sviluppare un disturbo dell’alimentazione. Se sei interessato ad approfondire l’intervento educativo di prevenzione puoi leggere il manuale “Prevenzione dei Disturbi dell’Alimentazione” oppur e puoi richiedere materiale alla sede AIDAP a te più vicina.

    2. Screening.
    Uno dei principali problemi che affliggono il campo dei disturbi dell’alimentazione è il ritardo con cui viene effettuata la diagnosi. Tale ritardo può avere serie ripercussioni sulla storia naturale del disturbo perché più precocemente si inizia un trattamento maggiori sono le possibilità di successo. L’AIDAP con alcuni suoi soci ordinari sta mettendo a punto un breve test di screening per il medico di famiglia per l’individuazione dei soggetti a rischio. Non appena il test sarà validato verrà pubblicato nella nostra newsletter e nel nostro sito web (www.positivepress.net/aidap).

    3. Intervento motivazionale ed educativo.
    I disturbi dell’alimentazione sono patologie egosintoniche; le ragazze colpite non li considerano malattie e, soprattutto nelle fasi iniziali, sono molto contente del dimagrimento e del loro controllo alimentare. In questi ultimi anni sono stati messi a punto specifici interventi e procedure per favorire la motivazione di queste pazienti. La giovane non va mai confrontata direttamente e criticata, ma va aiutata in modo non giudicante ad analizzare il significato del suo comportamento valutando, a breve e a lungo termine, i vantaggi e gli svantaggi che ha ottenuto dalla perdita di peso e i vantaggi e gli svantaggi che potrà avere da un eventuale cambiamento. Il colloquio motivazionale deve essere affiancato da un intervento educativo che informi in modo scientifico e non terroristico la giovane paziente dei rischi medici e psicologici del suo disturbo e delle opzioni terapeutiche disponibili. Se sei interessato ad approfondire le modalità di conduzione del colloquio motivazionale puoi leggere il libro “Terapia cognitivo comportamentale dei disturbi dell’alimentazione” o puoi rivolgerti alla sede AIDAP a te più vicina.

    4. Invio ad uno specialista.
    Questo è un passo molto delicato. Purtroppo, in Italia sono pochi gli specialisti in grado di utilizzare interventi terapeutici per i disturbi dell’alimentazione e del peso basati sull’evidenza scientifica. Non è sufficiente, e anzi a volte può essere potenzialmente iatrogeno, inviare il paziente da uno psicologo o da uno psichiatra generico che non ha competenza specialistica. Ad un collega a cui pensi di affidare una tua paziente affetta da un disturbo dell’alimentazione chiedi sempre le seguenti domande: 1) sei un esperto nella cura dei disturbi dell’alimentazione?
    2) che modello di cura segui?
    3) tratti sia la paziente che la famiglia?
    4) hai la possibilità di prescrivere dei farmaci?
    5) la cura che segui ha un’evidenza supportata dai dati dell’evidence medicine? 6) sei collegato ad un centro di ricovero per acuti e ad un centro di ricovero riabilitativo?

    5. Auto-aiuto guidato (nei casi lievi).
    Recenti studi hanno evidenziato che un sottogruppo di pazienti affetti da bulimia nervosa, disturbo da alimentazione incontrollata ed obesità possono rispondere a forme semplici di intervento come l’auto-aiuto guidato. Questa modalità terapeutica consiste nell’aiutare il paziente a seguire passo dopo passo le indicazioni riportate in un manuale che generalmente riporta in modo semplificato gli interventi terapeutici adottati dall’intervento cognitivo comportamentale standard. Studi eseguiti ad Oxford hanno dimostrato che i medici di famiglia, adeguatamente addestrati, possono determinare la remissione sintomatologica in circa il 30% dei pazienti affetti da bulimia nervosa e disturbo da alimentazione incontrollata. In uno studio effettuato da AIDAP e non ancora pubblicato è stato evidenziato che l’auto-aiuto guidato è in grado di determinare nei pazienti obesi una perdita di peso corporeo superiore al 5%, mantenuta a sei mesi di follow-up, Il razionale dell’auto-aiuto guidato deriva dalla necessità di disseminare terapie efficaci al più largo numero di persone perché non ci potranno mai essere abbastanza specialisti in grado di curare tutti i pazienti affetti da disturbi dell’alimentazione e da obesità. AIDAP consiglia i seguenti libri che possono essere usati con la modalità dell’auto-aiuto guidato: “Come vincere le abbuffate” e “Alle mie pazienti dico” per i disturbi dell’alimentazione; “Perdere peso senza perdere la testa” per l’obesità di cui è disponibile anche il manuale per il terapeuta. Se sei interessato ad applicare l’auto-aiuto guidato puoi contattare la sede AIDAP a te più vicina.
    Noi pensiamo che gli interventi sopra descritti siano abilità alla tua portata attraverso il rapporto continuativo che hai nell’arco della vita del paziente. Noi dell’AIDAP stiamo lavorando assiduamente per stabilire con te un rapporto privilegiato e di reciproco rapporto professionale. Per qualsiasi problema o suggerimento caro medico di famiglia puoi chiamare la nostra associazione, saremo lieti di poterti ascoltare ed aiutare.


    Bibliografia
    Dalle Grave R., De Luca L. (1999). Prevenzione dei Disturbi dell’Alimentazione. Verona, Positive Press
    Dalle Grave R. (1998). Alle mie pazienti dico. Verona, Positive Press
    Dalle Grave R. (2000). Perdere peso senza perdere la testa. Verona, Positive Press
    Garner D.M., Dalle Grave R. (1999). Terapia cognitivo comportamentale dei disturbi dell’alimentazione. Verona, Positive Press
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